Come finanziare e far crescere le proprie idee

Avviare una propria attività, rinnovare o migliorare la propria impresa, sviluppare e lanciare una propria idea imprenditoriale, a volte, è difficile. Non sempre, infatti, si ha l’immediata disponibilità delle risorse da investire su sé stessi o sul proprio lavoro, l’accesso alle linee di credito, soprattutto nelle fasi di start-up di un’impresa, è complicato dal peso della burocrazia.
Ma si possono trovare delle soluzioni alternative che possano permettere di raggiungere i propri scopi. Una strada, in particolare, la indica la tanto discussa, nel bene o nel male, Unione Europea. In un’ottica di uno sviluppo economico uniforme e coeso, infatti, l’UE destina una parte del proprio bilancio in programmi e strumenti di investimento a favore sia degli Stati membri sia di progetti legati alla ricerca, innovazione, crescita e ad altri settori prioritari in Europa.
Tali strumenti consistono, in altre parole, in contributi a fondo perduto a progetti ritenuti meritevoli che rientrano nel quadro di crescita e sviluppo politico-finanziario dell’Unione Europea.
Possiamo distinguere due tipologie di fondi europei: i cosiddetti fondi diretti, ovvero gestiti direttamente dalla Commissione europea, e i fondi indiretti (o strutturali) la cui gestione è demandata direttamente agli Stati Membri attraverso le proprie amministrazioni.
I fondi diretti sono strumenti d’investimento legati alle politiche e programmi tematici gestiti dalla Commissione europea (dalle Direzioni generali della stessa Commissione ndr) o da Agenzie nazionali ad essa comunque riconducibili (ANPAL o Agenzia nazionale per i giovani ad es.). Come detto, i fondi diretti sono legati spesso ad obiettivi tematici e sono caratterizzati da una rilevante componente transnazionale.
In particolare, i programmi diretti si pongono, anche, l’obiettivo di sviluppare coesione e collaborazione tra i paesi dell’unione europea. Infatti, i progetti presentati nell’ambito dei programmi diretti dovranno coinvolgere società o enti partner di almeno due stati membri della Comunità Europea o paesi non europei che la Commissione riconosce come possibili partner nelle loro politiche di sviluppo.
Alcuni dei programmi comunitari più noti sono:
Horizon 2020: è lo strumento della Commissione Europea per il finanziamento della ricerca scientifica e innovazione dell’innovazione tecnologica;
Cosme: è il programma dell’UE per la competitività delle imprese per il periodo 2014-2020. Si propone di promuovere l’attività delle imprese e l’imprenditoria in Europa, con particolare riferimento alle piccole e medie imprese (PMI);
Life: strumento di finanziamento dell’Unione Europea per l’ambiente e l’azione per il clima. L’obiettivo generale del programma LIFE è contribuire all’attuazione, all’aggiornamento e allo sviluppo della politica e della legislazione dell’UE in materia di ambiente e clima mediante il cofinanziamento di progetti con un elevato valore aggiunto europeo;
Erasmus+: è il programma promosso dalla Commissione europea in materia di istruzione, formazione, gioventù e sport per il periodo 2014-2020;
Creative Europe: è il programma quadro della Commissione europea per il sostegno ai settori della cultura e degli audiovisivi.
Sono programmi di finanziamento aperti a tutti, occorre tenere presente che tutti i fondi diretti non finanziano mai il 100% dei costi del progetto. Quindi, se si decide di partecipare si dovrà dimostrare di possedere la capacità economica sufficiente per poter sostenere la quota di spese che saranno a carico del partecipante.
Le erogazioni, in queste tipologie di strumenti, sono forme di contributi economici destinati, come detto, a quei progetti che rispondano agli obiettivi perseguiti dalle politiche di sviluppo dell’UE.
I bandi legati a questi programmi “call for proposal”, non essendo rivolti a specifici operatori del settore sono delle vere e proprie opportunità di presentazione di progetti o idee che possano innovare o migliorare la qualità di vita dei cittadini europei.
Vengono ricondotti alla categoria dei fondi diretti, anche gli appalti conclusi dalle istituzioni europee per acquistare servizi, beni o opere, necessari per le loro attività. In questo caso, si avranno dei bandi di gara (call for tenders) rivolti ad operatori specifici del settore e seguiranno un iter di aggiudicazione ben diverso.
I fondi indiretti, invece, sono i cosiddetti fondi di investimento strutturali (SIE) che sono stanziati dalla Commissione e gestiti dagli Stati membri e dai propri uffici regionali. Tutti questi fondi servono a effettuare investimenti per creare posti di lavoro e un’economia e un ambiente sani e sostenibili in Europa. Tutti questi fondi sono gestiti dai paesi stessi, attraverso i cosiddetti accordi di partenariato.
Ogni paese prepara un accordo, in collaborazione con la Commissione europea, che illustra in che modo i fondi saranno utilizzati durante l’attuale periodo di finanziamento, solitamente riconducibile ad un periodo di 7 anni. L’attuale settennio di programmazione è quello 2014/2020.
La suddetta programmazione è attuata tramite programmi operativi nazionali (PON) o regionali (POR), responsabile della gestione dei PON o POR sono le autorità amministrative centrale o regionale del paese membro.
In Italia i PON sono gestiti da alcuni Ministeri e Agenzie (Agenzia per la Coesione Territoriale e Agenzia Nazionale Politiche Attive Lavoro – ANPAL), mentre il coordinamento delle politiche è competenza del Dipartimento per le politiche di coesione e dell’Agenzia per la coesione territoriale. I POR, invece, sono gestiti dalle Regioni o dagli assessorati regionali competenti.
I Fondi strutturali e d’investimento europei sono:
Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR): che promuove uno sviluppo equilibrato nelle diverse regioni dell’UE;
Fondo sociale europeo (FSE): che sostiene progetti in materia di occupazione in tutta Europa e investe nel capitale umano dell’Europa: nei lavoratori, nei giovani e in tutti coloro che cercano un lavoro;
Fondo di coesione (FC): che finanzia i progetti nel settore dei trasporti e dell’ambiente nei paesi in cui il reddito nazionale lordo (RNL) pro capite è inferiore al 90% della media dell’UE. Nel periodo 2014-2020, si tratta di Bulgaria, Croazia, Cipro, Repubblica ceca, Estonia, Grecia, Ungheria, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Portogallo, Romania, Slovacchia e Slovenia;
Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR): che si concentra sulla risoluzione di sfide specifiche cui devono far fronte le zone rurali dell’UE. In particolare, è dedicato all’incentivazione delle attività agricole ed aree rurali, attraverso linee di agevolazione specifica per varie categorie di investimenti;
Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP): che aiuta i pescatori a utilizzare metodi di pesca sostenibili e le comunità costiere a diversificare le loro economie, migliorando la qualità della vita nelle regioni costiere europee.
Le amministrazioni di gestione dei programmi emanano avvisi pubblici indirizzati sia allo sviluppo dell’imprenditorialità, sia allo sviluppo di iniziative esistenti per Piccole e Medie imprese, startup innovative, ma anche per liberi professionisti e titolari di ditte individuali (questa ultima categoria ammessa dal 2017).
I suddetti avvisi avranno ad oggetto erogazioni sotto forma di contributi a fondo perduto, finanziamenti agevolati o strumenti di garanzia del credito per i partecipanti scelti per avviare il proprio progetto.
Le opportunità di finanziamento proposte dall’UE, direttamente o indirettamente, come visto, sono tante e possono davvero contribuire a migliorare la qualità della vita, basta saperle cogliere e credere nelle proprie idee.