CGA Sicilia 28.06.2021 n. 622

È del tutto estraneo alla problematica relativa alla tutela del vincolo paesaggistico il riferimento alla eventuale urbanizzazione di fatto e completa edificazione della zona in cui ricade il fabbricato abusivo.
Questo è quanto statuito dal Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana con la sentenza 28/06/2021, n. 622, in materia di costruzioni abusive sulla fascia di rispetto della costa.
Il Principio è tratto da un procedimento di appello promosso dal comune di Siracusa avverso una sentenza di primo grado con cui veniva annullato un provvedimento di demolizione emesso dal Comune appellante nei confronti dei proprietari di un immobile abusivo.
In particolare, l’appellata ricorreva in primo grado avverso il provvedimento di diniego di sanatoria del proprio immobile. Il Tar riteneva fondato il quinto motivo dedotto dall’originaria ricorrente secondo cui non era necessaria la demolizione dell’immobile a causa della saturazione urbanistica della zona più vicina alla costa rispetto all’immobile da condonare.
Il comune di Siracusa impegnava la decisione del giudice di prime cure evidenziando l’erronea interpretazione delle disposizioni di cui all’art. 15, lett. a), l.r. n. 78/1976, il quale dispone un vincolo di inedificabilità assoluta entro i 150 metri dalla battigia.
Il CGARS, analizzando i fatti di causa, evidenziava, in primo luogo, che le uniche deroghe al divieto di cui all’art. art. 15, lett. a), l.r. n. 78/1976 sono la costruzione di opere che siano strettamente e direttamente finalizzate a rendere fruibile il mare (da parte di tutti) e la ristrutturazione, entro rigorosi limiti, delle opere che esistevano prima dell’emanazione della legge regionale de quo. Al di fuori di questi casi, il dato letterale della norma in parola non legittima dubbi interpretativi.
In secondo luogo, i giudici di secondo grado sottolineavano come sia ormai consolidato l’orientamento della giurisprudenza, sia ordinaria sia amministrativa, che ritiene la tutela del paesaggio valore assolutamente prevalente nella gerarchia degli interessi pubblici e rispetto al quale ogni altro interesse è sicuramente recessivo.
Infatti, come ricordato dal CGARS, la prevalenza della tutela del paesaggio è tale che è estranea ad ogni forma di attenuazione determinata dal bilanciamento o dalla comparazione con altri interessi, ancorché pubblici, che di volta in volta possono venire in considerazione.
Pertanto, è del tutto estraneo alla problematica relativa alla tutela del vincolo paesaggistico il riferimento alla eventuale urbanizzazione di fatto e completa edificazione della zona in cui ricade il fabbricato abusivo.
Il Collegio in conclusione, accoglieva l’appello proposto dal Comune di Siracusa e, per l’effetto, in riforma della sentenza appellata, respingeva il ricorso di primo grado e condannava l’appellata al pagamento delle spese.

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